Scegliere le scarpe per la corsa


Scegliere le giuste scarpe per da running è fondamentale per prevenire infortuni e per correre nel modo corretto, in base al proprio peso corporeo e stile di corsa

Negli ultimi anni nelle scarpe da running ci sono forti cambiamenti che coinvolgono soprattutto quelle che appartengono alla categoria A3 (massima ammortizzazione) e alla categoria A4 (stabili) in quanto la ricerca è fortemente focalizzata sugli obiettivi: leggerezza, ammortizzazione, controllo e quindi performance.

Questa ricerca è stata influenzata dall’avvento del “natural running” che pochi anni fa è arrivato nel mercato creando i due partiti: corriamo come madre natura ci ha creato oppure come abbiamo sempre corso negli ultimi decenni, cioè con il massimo ammortizzato possibile. Quando ascolto chi sostiene la “corsa naturale” con le teorie “corriamo come i nostri antenati a piedi nudi siamo stati creati così” penso: siamo sicuri che all’epoca ci fossero milioni di runner che correvano dai 30 ai 120 km a settimana? Io credo che si corresse solo per necessità, tipo caccia o fuga, e quindi per brevi tratti e brevi periodi, e comunque non su asfalto ma su erba o terra battuta

La più grande differenza in questa tipologia di scarpe sta nel differenziale o drop cioè la differenza d’altezza tra tallone e avampiede a livello di intersuola; il piede nella scarpa quindi è inclinato dei gradi determinati da questa differenza. Le scarpe minimaliste hanno un differenziale ridottissimo e questo, insieme alla ricerca di scarpe più performanti, ha portato anche a ridurre il differenziale nelle A3 e A4 dai 14/12 mm ai 10/8 mm di oggi.
Possibile che 2/4 mm facciano la differenza? Sì e non poca: con una scarpa a 12 mm il piede tende a compiere una rullata intera tallone – mesopiede – punta; con un differenziale inferiore la catena polpaccio – tendine – piede resta più allungata e viene naturale atterrare più verso il mesopiede o addirittura con l’avampiede, cambiando quindi l’appoggio. Provate a correre con le scarpe poi a piedi nudi e vi accorgerete di come atterrate in modo diverso.

A cosa porta la riduzione del differenziale:
maggiore reattività nella corsa data dall’intervento maggiore del mesopiede e dell’avampiede nella falcata e un accumulo di più energia elastica per il maggiore allungamento di polpaccio + tendine d’Achille.
atterrare sul mesopiede è più naturale e dovrebbe portare meno infortuni perchè riduce il carico a livello delle ginocchia
– l‘allungamento maggiore del polpaccio e del tendine, e questa sollecitazione più grande porta più facilmente ad infortuni proprio a carico di questi ultimi

Quindi cosa meglio? Secondo me la scelta di tali scarpe è soggettiva: se ho corso per anni con scarpe a 14 mm senza infortuni perché dovrei passare a 8 mm dovendo seguire un periodo di adattamento che non so nemmeno a cosa mi porterà? Se invece ho una corsa efficiente e già naturalmente vado in spinta, è una grande opportunità avere scarpe da 8 mm, ma anche da 4 mm.
Più che seguire la moda del momento a costo di farsi male bisognerebbe che ognuno continuasse a usare la scarpa più adatta per se stessi, in base al proprio peso corporeo ed alla propria flessibilità, magari introducendo un modello con differenziale ribassato nei lavori veloci e non troppo lunghi.

 

Scegliere le scarpe per correre - Personal Trainer Bologna

Diverse caratteristiche delle scarpe da running