Giro in bicicletta dei Passi Raticosa e Futa con il Club Malini


Domenica 22 maggio 2016 ho partecipato ad un grande giro in bicicletta con gli amici ciclisti del Club Malini Cicli di Casalecchio di Reno a Bologna, in occasione dell’annuale pranzo sociale a Bruscoli.

Dunque come sempre il ritrovo la domenica mattina alle 8:30 in negozio, due chiacchiere con Paolo Malini e siamo partiti alla volta di San Lazzaro, passando dai Viali di Bologna, sempre in fila per uno sulle strade trafficate e rispettosi della circolazione urbana, in direzione Val di Zena, affrontata con calma nel suo percorso vallonato, proseguendo poi in direzione di Quinzano. Qui la strada inizia a salire, io aumento un pò l’andamento e salgo con Alessandro che tiene un bel ritmo, alternandoci alla testa del gruppo con qualche scatto. Un attimo di pausa ad una fontana per un rifornimento, aspettiamo qualche istante che il gruppo si ricompatti e via alla volta del Passo della Raticosa, salita di 13 km con pendenza abbastanza costante, molto bella perchè salendo la vegetazione si dirada e la visuale sulle valli attorno aumenta in maniera progressiva e piacevole

Decido quindi di incrementare un pò il ritmo aumentando la cadenza di pedalata e stando sempre in sella, Alessandro mi si accoda e sale con me, lo sento dietro a ruota incollato, ma mi sento bene e continuo con il mio passo, pensando “vediamo se tiene o molla”… e Galluzzo tiene, lo sento sempre dietro, io però continuo con la mia salita agile, poi mi giro in dietro e non lo vedo più. Anche Enrico non lo vedo, che con il suo potente scatto è sempre pronto a rilanciare l’azione.

Continuo a salire allo stesso ritmo, sono di poco sotto soglia ma lo tengo bene, non sento nessuno degli amici dietro alla ruota, quando da dietro un tornante esce e si lancia Guido, che fino ad allora era rimasto tranquillo a passeggio. Mi va via deciso, allunga 100 m e poi ancora, aumento il ritmo ma non contengo la sua fuga, so che se continuo presto andrò fuori soglia e dovrò comunque rallentare. Decido quindi di salire sempre costante senza fuori sella, Guido è a 200 m ed il divario rimane costante, penso se mollerà o se continuerà a salire fino in cima al Passo così. Poi vedo che pian piano lo riprendo, la distanza da lui diminuisce lentamente, gli arrivo dietro e mi accodo sfruttando la sua scia, ma il vento viene da sinistra per cui decido di affiancarmi alla sua destra e ripararmi… ha semplicemente “chiuso il gas” !  Saliamo affiancati chiacchierando, lui è un ciclista con esperienza, mi spiega che in ottica gare non vuole forzare e superare la soglia anaerobica, tirarsi il collo non avrebbe senza a questo punto della stagione, e mi dice di fermarmi più avanti dove c’è una fontana. Arrivati alla fontana lui fa rifornimento, io non so dove appoggiare la bicicletta, lui mi dice di tenerla e passargli la borraccia per riempirmela, un bel gesto che ho apprezzato.

Aspettiamo Alessandro che arriva, ripartiamo ed arriviamo al Passo della Raticosa dove troviamo il consueto raduno di motociclisti provenienti da Emilia e Toscana, vi è un punto di ristoro e Alessandro e Guido ne approfittano per farsi una birra, Enrico arriva giusto in tempo per fotografarli. Poi è la volta di Ramon e Stefano Baccigotti, Stefano Calzolari e Fabio Ferri tirano dritto senza fermarsi e scendono verso Passo Futa, li incontreremo poi al bivio per Bruscoli in corrispondenza del cimitero dei tedeschi

Il giro prosegue dunque verso Passo Futa, Guido e Alessandro scendono per primi, io vado con Enrico, Ramon e Stefano Baccigotti in un’alternanza di sali e scendi molto belli e suggestivi, una delle zone più belle delle colline tra la Toscana e l’Emilia. Enrico si mette in testa al gruppetto e tira deciso e irraggiungibile, io altro non posso fare che cercare di stare a ruota, veloci arriviamo a Passo Futa, due foto di rito, il gruppo si ricompatta e parte alla volta di Bruscoli, dove al ristorante c’è già Paolo Malini ad aspettarci, salito a sua volta da Rioveggio in bici. Qui troviamo anche Lorenzo Zanarini, sempre gradita presenza durante le nostre uscite in bicicletta da corsa, che scenderà con noi per tornare verso casa.

Alcuni amici si fermano dunque al ristorante a pranzo con Paolo, io Guido, Lorenzo, Fabio, Stefano Calzolari e Laffi scendiamo, viaggiamo a coppie lungo la strada per Rioveggio. Poi c’è la salita per Monte Fredente, Guido sempre tranquillo, io decido di forzare un pò il ritmo e salgo con Lorenzo, fatico ma mi sento bene e forte in salita, che affronto sempre stando in sella e aumentando la velocità di pedalata. A Monte Fredente il gruppo si ricompatta e si lancia lungo il vallonato che porta a Rioveggio, qualche decisa accelerazione sui falsopiani e mi porto in testa, consapevole che tirerò così fino a Rioveggio dove li aspetterò.

Da Rioveggio la discesa sul vallonato verso Sasso Marconi è decisa: Laffi e Fabio davanti affincati, Lorenzo e Stefano dietro affiancati, io e Guido a ruota e affiancanti; Laffi e Fabio tirano il gruppo per bene, poi chiedono il cambio ed ora è il turno di Lorenzo e Stefano e si arriva così fino a Sasso Marconi.

Qui ci si divide e si saluta Guido e Stefano che proseguono verso Casalecchio di Reno, saliamo per Mongardino che affronto non più come una volta inizialmente con la corona da 50 ma già da subito con quella da 34 e la pedalata agile, Fabio e Laffi si staccano, con Lorenzo saliamo affiancati, il sole inizia a farsi sentire, io ho i battiti cardiaci stranamente alti, 10 battiti più del solito a parità di velocità di salita, cosa che mi manda in affanno e mi fa desistere dallo spingere.  Saliamo sempre affiancati, Lorenzo è altro ciclista forte e di grande esperienza, da lui c’è da imparare, sempre gentile e tranquillo. Lui si ferma a casa, ci salutiamo e ci rimandiamo alla prossima uscita in bici. Arrivato in cima a Mongardino aspetto Fabio che so che scende verso Zola Predosa, ma quando dopo alcuni minuti non lo vedo arrivare capisco che si son fermati a casa di Lorenzo per un rifornimento di Coca Cola e proseguo dunque verso casa in agilità, con il sorriso sul volto e la gioia nel cuore per aver passato 5 ore di benessere e divertimento con i miei amici ciclisti

Passi Raticosa e Futa e ritorno: 140 km, 2000 m di dislivello, 27.8 km/h di media, 5 ore esatte